ABBIAMO PROVATO L’OVERSUSPENSION

da | Dic 12, 2023 | News, Aziende

ABBIAMO PROVATO L’OVERSUSPENSION

EUREKA….. L’OVERSUSPENSION

Fine settembre, quasi fine stagione agonistica, siamo a “A Estrada” in Galicia nel nord della spagna per correre l’ultima tappa dell’europeo Motorally quando tra le verifiche e due chiacchere nel paddock incontro Antonio che mi presenta l’oversuspension, questo strano dispositivo che ovviamente all’apparenza non sembra attirare alcun interesse. L’avevo già visto qualche anno prima ma non avevo mai avuto modo di approfondire l’argomento.

Tra due chiacchere ed una birra Antonio offre la possibilità di provarlo durante la gara e così fanno diversi piloti, della top ten della classifica, riportato una ottima impressione. Quando arriva il mio turno si accorge però che non ha l’adattatore per montarlo sulla mia moto e così sfuma questa opportunità, lasciandomi con una gran curiosità.

Non mi perdo d’animo e così finita la gara, finito il campionato Europeo dopo le premiazioni e le foto di rito, mi metto subito alla ricerca del produttore per chiedere la possibilità di testare questo “strano bombolotto”.

Un giro di amicizie e di contatti mi portano a Nicola Bragagnolo, l’artefice del dispositivo, che dopo una piacevole chiacchierata telefonica mi concede di provare il prodotto in occasione del Sandalion Rally in Sardegna, l’ultima tappa del campionato Italiano Motorally. Certo direte voi, testare un nuovo prodotto in gara non conoscendo come incida sul carattere delle moto potrebbe essere azzardato, ma la cosa non mi preoccupa perché a sensazione e stando alle spiegazioni tecniche di come funziona questo dispositivo mi ispira molta fiducia.

Ma cos’è l’oversuspension?

IMG 2245Avete ragione, partiamo prima con qualche chiarimento tecnico e con una spiegazione sul suo funzionamento. La moto è un insieme di elementi “masse” sospese e non sospese, quindi parti non sospese che toccano terra come ruote forcellone ammortizzatori forcella e parti sospese come per esempio il pilota, il motore, telaio serbatoio etc. Tra queste masse ci sono una miriade di correlazioni in gioco e per l’appunto gli ammortizzatori creano una liaison tra di esse ma non tutte sono controllabili come l’energia elastica rilasciata dalla continua compressione ed espansione del pneumatico. Questa energia, più o meno variabile sia che venga montata una mousse o la camera d’aria, spesso disturba il funzionamento della sospensione, la quale non può per la sua concezione gestire tale forza. La sensazione del pilota è quindi quella del ritorno tipico dell’ammortizzatore posteriore ma quanto di questa forza sia legata al ritorno normale della compressione della molla e quanto lo sia al ritorno per l’effetto elastico del pneumatico non è possibile capirlo (per i non addetti ai lavori) e di conseguenza si cerca una taratura ottimale a proprio gradimento. La problematica nasce dal fatto che l’ammortizzatore non può, come dicevo prima, riuscire a gestire le più minime escursioni del forcellone (pur con tutti i leveraggi che possiamo usare) dovute allo schiacciamento ed elasticità del pneumatico. Ed ecco che arriva la risposta alla problematica, infatti il dispositivo nasce come massa battente in controfase per spingere il pneumatico a terra a seguito del suo rilascio elastico.

Ma come funziona l’oversuspension?

All’interno del dispositivo c’è una massa mobile contrastata da una molla e sotto un polimero fatto da una miscela di poliuretano e polveri metalliche che gli conferiscono la caratteristica di memoria dinamico elastica. Andando più a fondo non mi son accontentato di una semplice spiegazione come massa mobile e molla, ma ho preteso di conoscere che tipo di massa e di molla montasse questo dispositivo ed ho scoperto che la massa mobile è un pistoncino di tungsteno. Nemmeno io sapevo molto ma ho scoperto che il tungsteno è davvero molto duro, ha una temperatura di fusione elevatissima per poter essere colato quindi viene lavorato per sinterizzazione e successivamente viene lavorato tramite forgiatura, trazione o estrusione. Il punto di fusione del tungsteno è il più alto di tutti gli elementi puri (3422 °C). ha anche la caratteristica della più alta resistenza alla trazione a temperature oltre i 1650 °C fra tutti gli elementi chimici. Passando alla molla poi posso dire che anche questa viene fatta con un materiale non convenzionale ed arriva dal nord Europa, una molla le cui qualità sono la costanza di elasticità nel tempo nel lavoro e nella temperatura pertanto anche dopo migliaia di compressioni ed estensioni la molla non cambia il suo carattere. Ecco perché dire “il mio falegname con 30.000 Lire lo faceva meglio” (dal film “ Tre uomini e una gamba”) non è proprio una cosa esatta.

Ma tornando a noi, mel momento in cui si prende la prima buca questa massa inizia a risuonare e ogni volta che “picchia” sul polimero questo cambia la sua reattività di risposta dinamico elastica e quindi la massa rimane sempre in controfase con le oscillazioni successive. Potremmo dire che ogni volta che la ruota posteriore tende a saltellare è come se avessimo un martello che la rimanda giù, sia nelle escursioni più minime non gestite dall’ammortizzatore, sia in quelle più importanti.

Ma si può regolare l’oversuspension?

risuonatore oversuspension supreme technology tm 125 250 2018 2021Certo, la sua regolazione è molto semplice e si agisce attraverso la compressione della molla che contrasta la massa mobile, in un certo senso dando più o meno precarico alla molla. Ruotando in senso antiorario, verso + per intenderci,  la molla ha meno precarico e la frequenza della massa mobile sarà più elevata, infatti il più sta per maggiore frequenza. Al contrario girando in senso orario, verso il -,  caricheremo la molla e la frequenza della massa sarà meno elevata. Quindi se dobbiamo provare il dispositivo la strada migliore sarebbe quella di testarlo in un tracciato conosciuto o per lo meno in un tracciato che possiamo fare diverse volte per renderci conto della variazione di comportamento dinamico dell’ammortizzatore. Inizialmente senza dispositivo la prima volta, con il dispositivo tutto scarico di molla (tutto ruotato verso +) la seconda volta ed in fine provarlo iniziando a precaricare sempre più (ruotando verso -) tenendo bene a mente che ogni 5 click del pomello di regolazione è pari ad 1 mm compressione di molla ovvero 5 hertz di frequenza del risuonatore.

Si può avere la sensazione che la moto diventa lenta e faticosa nei cambi di direzione e questo dipende dal fatto che la moto rimane più bassa nella parte posteriore e ha meno trasferimento di carico, ricordo che il dispositivo frena il ritorno dovuto alla forza elastica del pneumatico. Una soluzione è iniziare a aprire gradualmente il registro di ritorno del monoammortizzatore, che mentre prima dove gestire la somma delle due forze, schiacciamento pneumatico e schiacciamento molla, ora deve solo gestire lo schiacciamento della molla.

Quindi …..?

E quindi sulla carta tutto chiaro, anche fin troppo semplice finché non si inizia a parlare di logaritmi, integrali e di noiosissime formule matematiche per dimostrare ciò che ho scritto, ma state tranquilli preferisco parlare delle sensazioni di guida più che formule!

DSC 6520La guida con questo dispositivo diventa prima di tutto davvero meno stancante e meno faticosa, l’effetto e la sensazione che si ha sin da subito è quello di avere una calamita nella ruota posteriore che ti attrae sempre e costantemente verso il terreno anche quando prendi i dossi più alti e le escursioni iniziano ad essere importanti. Il suo comportamento non cambia che si vada piano o si acceleri davvero forte, l’effetto calamita è sempre presente e anzi più il terreno è sconnesso come buche, pietre, radici o altro più ci si accorge del suo intervento.

Quella appena trascorsa in Sardegna è stata una tappa dell’italiano motorally dove non sono mancate parti enduristiche con parecchie pietre, piccole, grandi, piantate, smosse …. insomma per tutti i gusti e chi mi conosce bene sa che le pietre le odio, ma devo dire che l’intervento di questo dispositivo l’ho davvero sentito. Non mi fraintendete, avviso subito che l’utilizzo dell’oversuspension non ti consente certo di fare l’assoluta, a meno che il lettore non sia Cerruti, Tonelli, Botturi etc etc, ma di certo di abbattere i tempi sul giro nonché  consente di guidare con più sicurezza in ogni situazione.

In staccata, quanto il posteriore inizia a saltellare qua e là, normalmente il pilota è costretto a mollare il freno così da allungare la frenata e perdere tempo di inserimento in curva ma con questo sistema la ruota tende a rimanere incollata per terrà pertanto la sua escursione è molto inferiore e limitata, dunque la frenata è più incisiva guadagnando tempo in inserimento.

Stesso dicasi in uscita di curva quando normalmente in accelerazione la ruota posteriore scivola o saltella per le asperità del terreno, pietre o radici grazie anche all’alleggerimento che il tiro catena provoca alla ruota posteriore. In questo caso l’effetto del dispositivo è lo stesso che in staccata, la ruota rimane più attaccata a terra copiando molto meglio le asperità e dunque consente di anticipare l’apertura del gas.

DSC 4845 copiaPersonalmente ho trovato anche un miglioramento della guida anche al di fuori da staccate e uscite di curva, sui rettilinei di fatti ogni asperità che prendessi, sassi rocce o radici, il posteriore rimaneva sempre più giù di quando non usavo il dispositivo. Finanche il famoso haight side (un paio di volte me la sono vista brutta) viene smorzato sul nascere e la cosa bella è che l’intervento delle forze in gioco si sente davvero.

Già che c’ero non mi son fatto scappare l’opportunità di provare l’oversuspension anche in pista di motocross segnalando però che nonostante all’apparenza il dispositivo sia identico come misure esterne, dentro la massa battente cambia a seconda del peso della moto. Pertanto se per la tappa del motorally in Sardegna ho dovuto usare un dispositivo avendo una moto da Rally, nel motocross ho dovuto usarne un altro con una massa battente più leggera che preventivamente avevo chiesto a Nicola di spedirmi.

Anche in pista il suo intervento l’ho sentito sin da subito, ma mentre nel motorally non ho fatto alcuna modifica sulle sospensioni, in pista ho fatto qualche piccolo ritocchino sia al freno idraulico sia in compressione che in ritorno alla forcella perché il comportamento del dispositivo incide in maniera diversa sull’avantreno ma questo dipende ovviamente anche dal tipo di pista in cui si gira e da quanto questa è bucata. Non è mancato anche un piccolo smorzamento del freno idraulico al posteriore per sopperire a quanto dicevo prima nell’enduro sul comportamento del mono e garantisco che l’effetto si sente subito.

DSC 7020 copiaLe sensazioni comunque son sempre quelle di avere una calamita nel posteriore e in staccata arrivando forte sulle buche, il fastidioso saltellamento del retrotreno viene smorzato molto consentendo alla gomma di copiare molto bene le asperità. Stesso dicasi in uscita di curva dove, nel caso di specie di Ottobiano dove ho provato la moto, nella sabbia la sensazione è quella di avere un maggior grip smorzando anche le derapate che a gas aperto si è soliti fare. Ho notato anche un miglior inserimento in curva ed una velocità di percorrenza del canale leggermente maggiore rispetto al mio solito.

Quindi non direi un semplice bombolotto così come molti lo definiscono, io per primo …. , bensì un dispositivo di tecnologia e materiali ad hoc studiato appositamente per smorzare un problema che forse nessuno prima di Nicola B. aveva affrontato di petto, un prodotto che se pur piccolo nelle sue dimensioni è importante nel suo effetto e funzionamento. Ci sono scettici che si son ricreduti, ma ci sono anche scettici che pur non avendolo provato, pur potendolo fare, continuano a non credere al suo funzionamento.

Ed è inutile dire che se non lo provi non sai di cosa parlo e non ti puoi nemmeno nascondere dietro al fatto che comprarlo per provarlo è una spesa inutile. Sì perché la Supreme Technology, azienda dello stesso progettista dell’oversuspension, con un piccolo contributo di spese di spedizione te lo fa anche provare.

Per qualsiasi informazione o test potete visitare il sito https://www.supremetechnology.eu/

Jacques de Molay
Enzo Danesi

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