La sfida delle dune e delle tempeste di sabbia AER TAPPA 11

da | Gen 12, 2024 | News, Motorally

La sfida delle dune e delle tempeste di sabbia AER TAPPA 11

EMOZIONI DI UN PILOTA

AFRICA ECO RACE Tappa 11/1/23: 

La tappa 11, quella più attesa e allo stesso tempo preoccupante, è stata considerata sin dall’inizio della gara uno degli ostacoli più impegnativi. L’esperienza dell’anno scorso, secondo quanto raccontato da tutti, ha creato un’atmosfera di tensione palpabile. Una tappa che comprendeva 100 km di dune, piste di sabbia, oued di sabbia e sporadici campi di erba cammello, per un totale di 390 km.

L’ansia cresce durante il briefing pre-gara, dove si insinua l’idea che questa tappa potrebbe stravolgere la classifica generale. Pronti, via, si parte! Attraversiamo chilometri e chilometri di piste sabbiose, veloci e sinuose, intervallate da campi di erba chameau , detriti e sabbia estremamente soffice. Dopo un po’, ci troviamo immersi in un oued completamente di sabbia, navigando a bussola per diversi chilometri.

Dopo aver superato il primo punto di controllo (CP1) alla fine dell’oued, ci immergiamo in un tratto di 100 km caratterizzato da incredibili gigantesche dune. La sabbia, non ancora completamente riscaldata, rende le dune impegnative. L’atmosfera ricorda il mitico Rally dei Faraoni: su un enorme plateau di sabbia, superiamo una dopo l’altra dune imponenti, dalla forma arrotondata e dalla cresta ben definita, senza troppa fatica.

Le velocità sono elevate finché non ci troviamo di fronte a una duna che sembra non differire dalle altre… Peccato che si trattasse di una duna tagliata. Io e altri tre piloti (scoprirò più tardi che il 50% dei partecipanti ha commesso lo stesso errore) ci avventuriamo allegri a tutto gas. Avevamo rallentato leggermente, ma non abbastanza da fermarci in tempo. Il risultato? Un volo impressionante di una decina di metri in lunghezza e larghezza, con un atterraggio rovinoso e una botta notevole.

Solo più tardi, durante la serata, scoprirò che un altro pilota, commettendo lo stesso errore, è rimasto svenuto sulla sabbia, e un veicolo SSV gli è passato sopra. Fortunatamente, le ultime notizie rassicurano: non è in pericolo di vita, anche se la situazione è tutt’altro che agevole.

Anche noi, un po’ contusi ma sani, riprendiamo la corsa fino alla fine della tappa. La seconda parte si rivela, come al solito, veloce, su piste prevalentemente sabbiose.

Personalmente, arrivato al paddock dopo 67 km di liaison su una pista ondulata che ha messo a dura prova i polsi, mi sono tuffato sotto la doccia e, subito dopo, ho affrontato un piatto di pasta prima di ritirarmi nel letto. Ero esausto. La notte tra l’11 e il 12 si è rivelata come se fossimo stati al centro di una tempesta di sabbia. Non è stato un modo di dire, perché il vento ha soffiato incessantemente dalle 24 alle 6, sollevando la tenda e disturbando il riposo. Nonostante fossi andato a letto alle 19:30, ho dormito solo fino a mezzanotte, poiché il vento mi svegliava continuamente.

Al mattino, una buona notizia ci accoglie: la prima parte della speciale, composta da 191 km di piste, dune e sabbia, viene annullata a causa del vento ancora forte. Una liaison di 50 km ci conduce al rifornimento, da cui ripartiamo per affrontare la seconda parte della speciale, veloce e caratterizzata da piste dure e tratti sabbiosi.

E che dire ragazzi, manca solo un giorno alla fine della Dakar… promesso, vi farò una foto da Dakar!

Jacques de Molay per Soloenduro.it

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