2 PUNTATA – LA MIA AFRICA ECO RACE

da | Feb 17, 2024 | News, Motorally

2 PUNTATA – LA MIA AFRICA ECO RACE

Eccoci alla seconda puntata di questa emozionante Africa Eco Race
L’arrivo in terra d’Africa e le prime tappe….

SBARCO e 1° tappa 2/1 Nador – Boudnib

Immagine WhatsApp 2024 01 02 ore 08.32.44 b9d88414Ore 4:30 un avviso dall’altoparlante della nave ci comunica che la nave avrebbe attaccato da lì a poco a Nador e che le colazioni erano disponibili. Il battito cardiaco inizia ad accelerare, la fame per la colazione non si sente perché si ha lo stomaco chiuso per l’ansia della gara. In men che non si dica arrivano le 6:30, la partenza del primo l’avevano fissata alle 7:20. Alla fine sbarcheremo dalla nave alle 7:30 dopo un’attesa abbastanza fastidiosa nel parcheggio della nave durata circa un’ora a causa di non si sa quale problematica portuale. Tutto dunque slitta, immaginate il casino di mezzi scesi in porto, camion, furgoni, carrelli e mezzi di assistenza, moto che si intrufolano qui a là che come mine vaganti cercavano l’uscita.

Il tutto viene posticipato alle 8:45 quando partirà il primo per la Liaison Nador – Debdou di 185km di asfalto per poi iniziare la prima PS di 173 km fino a Tendrara e poi da lì altri 237 fino al bivacco di Boudnib.

Sì inizia ragazzi, già con un totale di 597 km, una navigazione di speciale non semplice e per nulla scontata se pur veloce su piste spesso poco visibili.

Inutile dire che come prima giornata con sveglia alle 4 già si capisce subito come è l’andazzo della gara. Al nostro arrivo Margherita di Solarys ci farà un bel piattone di pasta, pane salumi e formaggio senza dimenticare un ottimo vino rosso. Per gli italiani tutto bene, al bivacco si percepirà dallo sguardo di tutti noi l’emozione della prima speciale e del primo bivacco a dato una temperatura prossima allo zero ci siamo fiondati tutti nelle tende con sacchi a pelo degni del polo nord …!

Per fortuna che essendo arrivati pressoché presto, si fa per dire erano le 17:00, ci siam fatti una doccia calda con l’acqua scaldata con la legna dietro le docce quando ancora c’era il sole. Il freddo pungente è arrivato verso sera, e durante il brifing fatto alle ore 9:00 si tremava già.

2° TAPPA 3/1 Boudnib – Mhamid

Immagine WhatsApp 2024 01 02 ore 19.07.04 53eeb6f0La notte passa, nonostante il sacco a pelo omologato per -11, l’abbigliamento termico, felpa, pantaloni lunghi e gilet riscaldato a batterie il freddo l’ho comunque sentito, ma me l’avevano detto che i primi giorni avremmo penato ma tutto sommato mi ero preparato bene. La cosa più difficile è stata uscire prima dal sacco a pelo e poi dalla tenda per andare in bagno e poi fare colazione. Qualsiasi cosa prendevo ogni mattina faticavo a mandarla giù, un po’ l’ansia, un po’ il freddo un po’ e le poche ore di sonno ma sta di fatto che fino all’ultimo giorno la sensazione è stata sempre la stessa.

Nonostante il ricco buffet proponeva un po’ di tutto, dal pane burro marmellata, dalle uova sulla piastra alla pasta, formaggio prosciutto succo di frutta caffè e the caldo, la colazione era per me difficile digerirla ma era doveroso altrimenti non avrei retto nemmeno 20 km.

Arriva l’ora di ritirare il Roadbook, così come avevano detto al briefing un’ora prima del primo partente così tutti alle 7:05 andiamo a reclamarlo ma il direttore di gara ci dice che il ritiro è ammesso ad un’ora prima del proprio orario di partenza. Bhe forse un misunderstanding ma le mie orecchie avevano sentito bene la sera prima. Niente male, arriva il mio momento prendo il RB, uno sguardo veloce e via si mette sulla moto e si parte.

In quei momenti ognuno concitato dall’ansia di far tardi si perde anche le mutande, Rigoni che arriva con più pennarelli ed evidenziatori di una scuola elementare, Menechini che gli ciula tutto forbici pennarelli evidenziatori, Guerrini anche lui con una ricca dotazione finisce il RB ed è già pronto per partire, io, Jan e Paolo con tutta calma ci godiamo il grande anticipo che avevamo, dato che ci eravamo alzati molto preso.

ALX2838La tappa prevedeva 11 km di Laison poi da Boudnib a Tagounite per 382km ed in fine 31 km fino al bivacco di Mhamid.

Dal freddo che faceva son partito con le muffole sulla moto, con tanto di presa in giro dei miei cari compagni di avventura, che però alla sera si erano ricreduti sulla mia scelta …!

Questa tappa ha visto i primi incidenti, oggi ho aiutato Ruoso che caduto su una pista sassosa ha preso una gran bella botta ma è riuscito comunque a finire. Alessandro Ruoso, campione del mondo FIM Bajas World Cup 2013, quarantunesimo posto assoluto e primo tra gli italiani alla Dakar 2018 disputata in Sud-America e molti altri Rally e km alle spalle, l’avevo già conosciuto qua e là in qualche gara ma qui è diverso, qua vedi davvero quanto gas ci danno i ploti che fanno questo lavoro come Botturi, Cerutti, Pedrero (vi racconterò delle sue gesta eroiche con il Panamerica…) Pol Tarres e vedendolo guidare, lui come gli altri piloti ovviamente,  capisco il perché un amatore come me che pur con tanti sacrifici allenamenti e passione non raggiungerà mai certi livelli.

 

ALX8903La prima parte di speciale si è corsa con una navigazione difficile tra piste molto sassose per poi passare a pistoni molto veloci e per la parte finale attraversare due montagne insidiose piene di rocce e sassi, siamo anche passati dall’Erg Chebbi di Merzouga, vecchia conoscenza per me, dove molti curiosi si erano appostati per vederci passare, cosa molto caratteristica!

Nelle dune di Merzouga mi troverò “per mia fortuna” attaccato alla coda della Panamerica di Joan Pedrero, vederlo guidare una moto del genere sulle dune ragazzi è stata forse la cosa più forte in tanti anni di gare. Senza nulla togliere alla Harley Davidson, ma direi che non è proprio la moto adatta ad una gara del genere, perciò tanto merito a Joan che ha fatto gran fatica a gestire tutte le tappe con questa moto, sassi, sabbia, dunette e dunoni, erba cammello con sospensioni originali ed un’escursione stradale spesso doveva chiudere il gas e amministrare per portare in fondo il progetto nato da tanta passione e per dimostrare l’affidabilità del motore del Panamerica. Come dico sempre, essere pilota non vuol dire solo aprire il gas ma gestire una situazione, amministrare una gara e arrivare in fondo cercando certo di strizzare l’occhio alla classifica ma sempre mantenendo un difficilissimo e delicato equilibrio tra la prestazione e la lungimiranza. Chi ha fatto il deserto sa bene di cosa parlo e arrivare lì in cima alle dune del Merzouga con una moto così, senza mai insabbiarsi, senza mai arrivare lungo o corto, senza mai sbagliare cazzarola tanta ma tanta roba.

Le dune hanno sempre il loro fascino ma quando sei dentro all’erg l’unica cosa che pensi è ad uscire, se ti insabbi più di tre volte hai finito le energie e finire poi la tappa diventa davvero arduo. Le velocità elevate con la navigazione difficile su piste quasi invisibili con il CAP ti mandano in corto circuito e rimanere concentrati è molto difficile. Per 6-7-8 ore non puoi mollare, devi sempre rileggere la nota ricordarti il CAP ed il km, non puoi prenderti il lusso di pensare ad altro.

Immagine WhatsApp 2024 01 02 ore 19.07.06 77fe34adCome seconda tappa non è stata facile e nel gruppo gli sguardi non mentono e lasciano filtrare una certa tensione, ci si cerca di sostenere con battute e prese in giro tra il gruppo ma tutti sappiamo che sarà dura, lunga e faticosa.

Ma menomale che tutto ciò avviene avanti ad un altro piatto di pasta della favolosa Margherita mentre Franco Solarys e Mario come veri maghi in men che non si dica preparano le moto per il giorno dopo. Dimenticavo tra le righe di dire che se all’inizio della gara Franco mi aveva promesso uno schiaffo, ad oggi eravamo già a due… e per tutta risposta gli ho anche detto che magari me lo avrebbe dato sul podio mentre avrei ritirato il trofeo…. lui ridendo mi dice “MAGARI”.

Il brifing anche stasera sarà tardi per le 9:00 e davvero inizia ad essere stressante non poter andare a letto prima, credetemi crolli dal sonno…!

3° TAPPA 4/1 Mhamid – Oued Draa

Il giorno dopo 4 gennaio tappa ancora più lunga e solo 5 km per arrivare alla ps per poi sciolinarsi 462 km tra piste, sabbia e dune partendo dal bivacco di Mhamid per arrivare a Assa e terminare la Liaison dopo 55 km a Oued Draa! Il primo parte alle 8:20.

Anche oggi sveglia alle 6:00, colazione, sistema la tenda borsa sacco a pelo che sembra poco, ma farlo con l’ansia della gara diventa un peso!!  Poi ritira il RB rigorosamente un’ora prima della TUA partenza perché si sa qua i map man si sprecano…! Poi corri a segnarti due note per le modifiche e via che si ALX3601monta sulla moto per una tappa di quelle corte, solo 462km dopo una liaison di 5 dal bivacco. Pronti via, le dune di Merzouga, di quelle enormi quelle che quando vai come turista ammiri come palazzi da 8 piani e dici “che belllllle”…. Ecco noi eravamo la sopra e per lo meno con il fresco erano abbastanza compatte, rispetto a quelle dell’anno in cui Edo Mosso decise di far partire il Merzouga nel mese di maggio.

Dopo una 20’ina di km scarsi di dune ci siamo gustati sterrarono veloci, lenti, fech fech, un bel 20km di oued…. Vuoi farteli mancare? E poi ancora su e giù per qualche montagna qualche centinaio di km di sassi, pietre, buche, dossi, piste di sabbia e chi ne ha più ne metta ….

Navigazione anche oggi abbastanza difficile soprattutto anche con i tanti km che si fanno si perde la concentrazione, la stanchezza fisica e quella mentale si susseguono ma non vuoi mollare perché devi arrivare in fretta per fare una bella doccia calda!

Arriviamo al bivacco e la mia lungimiranza ed esperienza mi consente di farmi la doccia anche se non c’era ancora l’assistenza. Sì perché nella giacca mi porto sempre un paio di mutande, un mini asciugamano e una mono dose di doccia schiuma per ogni evenienza nel caso l’assistenza tardi per via dei lunghissimi km di liaison tra un bivacco e l’altro. Le docce sono calde, i bagni puliti nonostante mi avessero detto che l’anno scorso era meglio andare in mezzo alle dune piuttosto che in bagno per quanto erano sporchi.

SNDR5010Intanto si prende confidenza con gli altri italiani dopo qualche centinaio di km fatti insieme. È il caso di Gava Andrea, un prototipo Made in Veneto di quelli ruspanti e massicci, discepolo del mitico Miotto che non ha certo bisogno di presentazioni. Un ragazzo con una passione interminabile e una voglia di dare incredibile che nonostante una frattura alla mano sinistra ed una botta incredibile al sedere dovuta ad una caduta occorsa qualche giorno prima di partire nei test della moto, dava un gas incredibile anche sulle pietre più fastidiose del Marocco. Il ragazzo nasce sospensionista ed è grazie a lui che nelle tappe in Mauritania son riuscito a modificare la taratura della mia bimba per guidare in maniera leggermente più sicura sulla sabbia.

Arriva l’assistenza dopo poco e la mitica Margherita di Solarys, come la maga Circe in men che non si dica tira fuori il mondo e ci rifocilla come fossimo ad un matrimonio, mamma mia ragazzi non avete idea di quanto si apprezzano le “solite cose” quando sei nel deserto! Il team ha un umore molto alto, siamo tutti belli carichi e iniziamo tutti a prendere confidenza con la gara e con i tempi e gli impegni di ogni giorno anche se in effetti come arrivi al paddock sembra che le 20 arrivino in un batter d’occhio e l’unica cosa che vuoi fare è andare a dormire anche se il briefing ancora non l’hanno ancora fatto.

4 TAPPA 5/1 Oued Draa – Fort Chacal

Partenza direttamente da Oued Draa con una speciale di 467 km fino al bivacco a 5 km dalla fine a Fort Chacal.

ALX8864Anche oggi tappa molto veloce a parte una 40’anni di km tra piste pietrose, di quelle che ti fanno domandare più volte “… perché mi sono iscritto…”. Qui si iniziano a vedere le prime cadute per via delle pietre ma dopo quel tratto ci siamo fatti più di 100km a fuoco e chi più ne aveva più ne dava ma sempre nel limite dei 150kmh come da regolamento. Il resto della tappa si svolge tra piste praticamente invisibili e navigazione a CAP con pochissimi riferimenti. Insomma anche oggi bella difficile, anche se molti pensano che seguire una pista sia una cosa facile.

Purtroppo ben prima del refueling a circa 15 km si è aperta la freccia dell’ertf, quella che ti indica la vicinanza ad un way point che devi seguire per convalidarlo e non prendere penalità, che mi ha portato in errore e pensando avessi perso un wp son tornato indietro a cercare. Mi sono accorto che cercavo il nulla ma solo dopo una 20’ina di minuti se non di più e abbastanza scocciato ho ripreso la pista. Alla fine verrò a scoprire che è stato un errore dell’organizzazione che tutti hanno riconosciuto ma nonostante abbia chiesto ai responsabili di neutralizzarmi il tempo perso, nulla è stato fatto.

Personalmente oggi ho iniziato a chiudere il gas e a gestire km e forze. Se fino alla tappa precedente cercavo di tenere il mio passo al 100% restando sul collo di Guerrini (grande manetta) e a Menechini (la volpe della navigazione) e non distante da Montanari, oggi ho iniziato a scendere al 70% circa così da amministrare le ancora numerosissime tappe che dovevo affrontare.

ALX8903Il team è ancora con il morale alto a parte il tenace Paolo Caprioni che a causa di una perdita di benzina, che defluiva nello stivale sinistro sin dalla seconda tappa, ha subito un’ustione davvero forte al piede che gli provocava dolori lancinanti nonostante le cure dei medici del bivacco. Lui nonostante tutto non mollerà per nessuna ragione. Scoprirò solo nel corso delle tappe che lui corre da tanti anni nei rally raid ma solo con bicilindriche, che ha parecchia esperienza sulle spalle da far sembrare neofita Orioli nonostante la sua attività sia quella di parrucchiere. (Verso le ultime tappe taglierà i capelli a più di 10 persone in un solo pomeriggio…. GRATIS…)

 

FINE SECONDA PARTE

Nicola Quinto

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