Una tappa di ben 736 km antipasto della tappa marathon che scatterà domani.
Tappa 3
Paolo Lucci (P22) tiene alto il tricolore, risalendo fino alla 18ª posizione assoluta.
Una tappa gigantesca da 736 km, antipasto della tappa marathon che scatterà domani.
La Tappa 3 ha portato i concorrenti alla scoperta di una delle regioni più belle dell’Arabia Saudita: Al Ula, sito Patrimonio Mondiale UNESCO, famoso per le spettacolari formazioni rocciose e per il sito archeologico di Hegra, noto per le tombe nabatee scolpite nella roccia — “cugine” della più celebre Petra in Giordania, situata appena 500 km più a nord.
Sul piano agonistico, il menù di oggi prevedeva un’altra lunghissima giornata in puro stile Dakar: un percorso impegnativo da 736 km, con 421 km di speciale. Tra piste sabbiose e formazioni rocciose, la navigazione si è rivelata particolarmente insidiosa.
Il ritmo è stato elevato, con numerosi cambi di direzione. Con il passare delle ore, il terreno è cambiato e le tracce sono diventate sempre più difficili da individuare. Le capacità di navigazione sono state determinanti e molti piloti hanno commesso errori a causa della complessità del roadbook odierno. Le rocce taglienti hanno ulteriormente complicato la tappa.
Giornata positiva per tutti i piloti RSMoto HRC Racing Service, con Lucci miglior italiano e 18° assoluto.
Paolo Lucci – 22°:
«Oltre 700 chilometri in moto sono davvero tanti!! È stata dura perché abbiamo trovato sabbia solo all’inizio; poi sono state rocce, rocce e ancora rocce, che hanno messo a dura prova sia la moto sia la schiena. Mi dispiace perché ho commesso un errore di navigazione al km 62 e ho perso minuti importanti. C’era un waypoint in quella nota, quindi non potevo saltarlo. In ogni caso sono contento di essere rientrato al bivacco. Ora è tempo di riposare, soprattutto perché ci aspetta la prima tappa marathon.»
Eid Rafic – 45°:
«Una tappa lunga ma bella. Mi è piaciuta. Ieri abbiamo fatto alcune modifiche al setup e oggi la moto è andata molto meglio. La parte più difficile è stata quando sono arrivati le auto: quando ti sorpassano alzano una quantità enorme di polvere.»
Mohammed Al Balooshi – 47°:
«Ho fatto del mio meglio considerando la frattura alla mano destra. I lunghi tratti rocciosi mi hanno portato davvero al limite, ma sono felice di aver concluso la tappa.»
Shinya Fujiwara – 59°:
«Un’altra giornata lunga, e sono felice di essere al bivacco. Ho regolato il mio ritmo perché era facile commettere errori.»
Cesare Zacchetti – 71°:
«Paesaggi fantastici e una vera tappa da Dakar. Come molti altri, mi sono perso anch’io una volta, ma nel complesso è andato tutto bene. La sfida più grande è restare costanti quando ti passano le auto: arrivano a velocità incredibile.»
Ufficio Stampa: RSMOTO



































